DR.SSA PAOLA ROMITELLI

Psicke & Soma

La vita è attraversata da un unico filo che tutto lega

Depressione in adolescenza

E’ sapere diffuso che il periodo adolescenziale vede in bambino trasformarsi in un giovane adulto a cui vengono fatte nuove richieste promosse da una pressione sociale sempre più grande.
I cambiamenti di umore e del comportamento sono dati anche dalle trasformazioni corporee, più o meno repentine, che finiscono con far ritrovare il bambino-divenuto-ragazzo in un corpo che non riconosce e pieno di impulsi ormonali di difficile gestione.
Questi cambiamenti producono una diversità non solo nell’adolescente, ma anche nella società: si attirano gli sguardi in maniera diversa e ciò che un tempo era lecito ora non lo è più.


Comincia un nuovo rapporto genitori-figli, intriso di malintesi, in cui: il ragazzo si sente non capito, il genitore non sa come “prenderlo” ed è sempre più pervaso dalla sensazione di non riconoscere più il proprio “bambino”…. Perché, appunto, bambino non lo è più.
Ma cosa accade?
Da un lato ci sono gli adulti che sembrano rifiutare gli adolescenti, ritenuti sfrontati, sfacciati, con un uso del linguaggio e del corpo poco gentile, spesso pensati come dei maleducati. Dall’altro lato ci sono gli adolescenti che, alle prese con un nuovo equilibrio da trovare, rispetto a tutto il mondo che cambia dentro e fuori di loro, cercano di essere accettati dal mondo degli adulti, mondo da cui vogliono però differenziarsi (separarsi, individuarsi) a tutti i costi, e lo fanno proprio con quei modi che poco piacciono “ai grandi”. Ed ecco scattata la “crisi adolescenziale” insieme alla “crisi generazionale”.


In questo periodo incontrare un adolescente poco felice, confuso e che si ritiene incompreso può essere una “normalità” dovuta al periodo adolescenziale, appunto. Purtroppo questi possono anche essere dei sintomi di depressione che colpisce ai i più giovani.


Forse l’isolamento è quello che deve preoccupare maggiormente. Il ruolo dei pari infatti è molto importante: nel gruppo ogni adolescente si sente sostenuto e sente di “appartenere”, si sente riconosciuto nelle sue competenze e caratteristiche. In questi casi, il gruppo può essere una risorsa. Quando invece, il ragazzo è isolato, come nei casi di bullismo, è facile cadere in un pericoloso stato depressivo. Altre volte invece, il gruppo, può paradossalmente esacerbare uno stato depressivo mascherato (di cui parleremo avanti).


La depressione è una condizione che dovrebbe essere presa sul serio, perché la sofferenza provata è molto forte e può interferire significativamente con la vita quotidiana, con il buon funzionamento sociale e il benessere generale. Nei casi più gravi, la depressione può portare al suicidio e purtroppo, negli ultimi anni, la percentuale di suicidi tra i giovani è progressivamente aumentata (calcoli che vengono eseguiti senza inserire i dati sui cosiddetti comportamenti a rischio a valenza suicidaria).


La cosa importante e da sapere subito, è che l’intervento psicoterapeutico sugli adolescenti depressi ha una buona riuscita, il problema è che spesso questo disagio psichico non è riconosciuto.


I classici sintomi della depressione
La depressione è una alterazione dell'umore, del pensiero, delle funzioni cognitive e del comportamento. Una persona depressa può essere triste, malinconica, preoccupata ed irritabile; perde l'interesse o il piacere di fare attività che erano ritenute piacevoli fino a poco tempo prima. Spesso è presente il ritiro sociale, che inizia con il non voler frequentare più persone amiche perché magari “ci si annoia”. Compare una bassa autostima e pensieri negativi (“sono un fallito”) e sul futuro (“non riuscirò mai a combinare niente”, “mi ammalerò e morirò”). Oltre alla confusione può essere presente una enorme difficoltà a prendere decisioni. Possono mancare l'energia e la motivazione per i compiti quotidiani con conseguente calo nelle prestazioni scolastiche o lavorative. Può essere pervasiva l’ansia che stia per succedere qualcosa di catastrofico. Si possono anche sviluppare fobie, paure associate e specifiche situazioni come l'andare a scuola o al lavoro, ad esempio. La depressione può ovviamente peggiorare facendo aumentare i pensieri di svalutazione; in rari casi si può arrivare ad uno stato simile alla demenza. Soggetti depressi gravi possono iniziare a pensare di farsi del male (autolesionismo) o perfino suicidarsi. In pratica, la depressione cambia le persone, e i familiari si possono trovare di fronte ad una persona che non riconoscono.


La depressione in adolescenza
Gli adolescenti depressi possono avere i sintomi sopra descritti, ma anche manifestare altri comportamenti che mascherano la depressione, come:

  • Comportamenti aggressivi verso gli altri: comportamenti antisociali e di sfida all’autorità, da soli o in gruppo
  • Uso di alcool o altri tipi di droghe
  • Comparsa di disturbi alimentari come anoressia e bulimia
  • Disturbi del sonno, cefalee, dolori cronici
  • Problemi di concentrazione, irrequietezza ed iperattività
  • Alcuni adolescenti con depressione presentano anche il disturbo bipolare (passano da momenti in cui sono molto tristi ed apatici a momenti in cui sono irrequieti ed eccitati)

Se un genitore o un altro familiare sospetta che il proprio caro potrebbe avere la depressione, la prima cosa da fare è chiamare un professionista, anche se l’adolescente si rifiuta di andare. Se ne può parlare con il proprio medico di base, consultare uno psichiatra o uno psicologo, qualcuno che possa intervenire precocemente sia sui sintomi depressivi che sui fattori di rischio, proponendo un percorso terapeutico adeguato alle esigenze.

Infanzia e adolescenza

- Cenni sul mutismo selettivo

- Depressione in adolescenza

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