DR.SSA PAOLA ROMITELLI

Psicke & Soma

La vita è attraversata da un unico filo che tutto lega

il processo di attaccamento ed il massaggio infantile

Alla fine della seconda guerra mondiale, Bowlby fu incaricato dall'OMS di effettuare una ricerca sul futuro dei bambini che erano rimasti senza casa e famiglia.

Da questi studi emerse che i bambini separati precocemente dalla mamma evidenziavano delle fasi comportamentali particolari che ha evidenziato con il nome di fasi di “protesta”, “disperazione” e infine “distacco”.

Nacque così il suo interesse per il rapporto che lega una madre al suo bambino, elaborando il costrutto teorico dell'attaccamento con cui ha cercato di spiegare il profondo legame che sottintende la relazione tra il bambino e il suo caregiver primario.

In una semplice frase, si può dire che l'attaccamento è il legame che si stabilisce tra il bambino e che si occupa di lui.

Frase semplice, ma che parla di qualcosa di estremamente complesso: il legame genitore-figlio. Legame che implica una serie di concetti sottostanti di non semplice esplicazione.

Il legame genitore-bambino è stato studiato da molti autorevole studiosi, come K. Lorenz, Harlow, Fonagy (senza contare tutti quegli studiosi che hanno parlato di fenomeni molto simili all'attaccamento utilizzando termini diversi[1]) ma è in seguito alle ricerche della Ainworth, collaboratrice di Bowlby, e alla strange situation[2] che tutta la ricerca sull'attaccamento ha cominciato a prendere piede e a produrre una notevole quantità di studi empirici.

Tramite la strange situation si sono potuti delineare diversi modelli di attaccamento, i  quattro principali sono: l'attaccamento sicuro, l'attaccamento insicuro evitante, l'attaccamento insicuro ambivalente e l'attaccamento disorganizzato-disorientato.

Quando si parla di attaccamento si deve infatti subito chiarire che non è detto che la parola “attaccamento” porti in sé un significato di legame positivo. Il legame anche se di tipo evitante, è comunque un legame, poiché è una modalità relazionale esistente tra due persone, è il modo in cui queste persone sono unite.

L'attaccamento sicuro sembra stabilirsi quando una madre, o chi si occupa del bambino, risponde in maniera pronta ed efficace alle richieste del figlio. In altre parole, quando c'è nella madre una disponibilità emotiva a prendersi cura del piccolo e si offre ad esso come “base sicura”. Da parte del bambino, invece, si avrà un’organizzazione comportamentale e relazionale nella quale vi è un equilibrio fra l'esplorazione dell’ambiente e l'attaccamento nei confronti del genitore, quindi tra indipendenza/autonomia e dipendenza.

L'attaccamento insicuro evitante si stabilisce quando il genitore non rappresenta una vera e propria base sicura per suo figlio, che tende a non fare riferimento a lei quando si sente spaventato e a disagio, e a non manifestare chiaramente e apertamente i desideri di vicinanza, contatto e rassicurazione, tendendo ad inibire la manifestazione dei loro bisogni psicologico-emotivi.

L'attaccamento insicuro ambivalente si struttura anche qui quando il genitore non rappresenta una base sicura. I bambini mostrano comportamenti contradditori, quindi, se da un lato appaiono dipendenti e centrati sul genitore, con pochi aspetti di autonomia, e con la tendenza a mettere in atto forti manifestazioni di attaccamento, tali manifestazioni sono caratterizzate da sentimenti di rabbia o da passività, che non si placano anche quando il loro fine (ottenere magari la presenza della figura di attaccamento) viene in qualche modo raggiunto.

L'attaccamento disorganizzato-disorientato si manifesta con la mancanza di coerenza in una strategia relazionale nel bambino, evidenziata con momenti di disorganizzazione del comportamento (in cui sono presenti comportamenti tra loro contraddittori) o momenti di disorientamento (in cui il bambino non sembra del tutto consapevole rispetto a quanto succede). L’aspetto particolare è che i comportamenti disorganizzati o disorientati si verificano solamente quando il genitore è presente e, soprattutto, nei momenti di riunione dopo la separazione, come se non si trattasse di una caratteristica del bambino, ma di un tratto definitorio della relazione.

L'attaccamento sicuro, o bonding appunto, a causa di alcuni ostacoli, non sempre si verifica, lasciando il posto a stili di attaccamento non buoni (come quelli sopra descritti). Gli ostacoli al raggiungimento di bonding sono molti, e possono derivare da una insicurezza del caregiver nelle proprie capacità di accudimento, la madre del bambino può aver subito e appreso a sua volta uno stile di attaccamento non buono che ripropone nello stile relazionale con il figlio, può dipendere da una non serenità della famiglia data da litigi della coppia, da basso regime economico, da una bassa cultura genitoriale. Purtroppo le conseguenze a lungo termine di un attaccamento non buono possono essere non buone. I risultati di alcune ricerche hanno infatti evidenziato come un attaccamento non buono possa essere il precursore di problematiche come la fobia scolastica e sociale, ansia generalizzata, problemi psicopatologici.

Si può però lavorare per rafforzare l'attaccamento tra madre-bambino[3] o per modificare degli stili non adeguati. Il massaggio infantile rientra tra i modi che si hanno per rafforzare il legame e/o per migliorarlo. Se fatto giornalmente, il massaggio diventa un spazio-tempo per stare con il proprio bambino in modo diverso, più profondo, più unico, che unisce e stimola tutti quei piccoli-ma-grandi comportamenti fondamentali che stabiliscono il bonding: contato visivo, contatto epidermico, vocalizzazione, ascolto attivo del genitore verso il bambino e viceversa, l'attivazione di ormoni paterni e materni, la regolazione della temperatura corporea. E' veramente un modo per conoscersi in profondità.

E sono tutti questi i motivi per cui è importante che un'insegnante di massaggio del bambino conosca tale processo, i suoi ostacoli e cosa lo fortifica. Anche per un'insegnante conoscere è il primo passo per poi facilitare

NOTE

[1]    Ad esempio si può ricordare il concetto di “fiducia di base” proposto da E. Erikson, quello di “sfondo di sicurezza” proposto da J. Sandler.

[2]    La strange situation è un contesto con delle regole in cui può essere valutato il fenomeno dell'attaccamento infantile. Durante la strange situation viene attuata una situazione di piccolo stress per il bambino, come l'allontanamento momentanea dalla madre, in modo che si attivi il processo di attaccamento in modo tale da poterlo studiare.

[3]    Vorrei specificare che ogni volta che utilizzo questa modalità espressiva o altre simili, intendo sempre una relazione che si stabilisce tra il bambino e chi si occupa di lui.


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