DR.SSA PAOLA ROMITELLI

Psicke & Soma

La vita è attraversata da un unico filo che tutto lega

Metacognizione, questa sconosciuta

Per comprendere appieno cos'è la metacognizione è fondamentale esplicitare alcuni concetti di base:

- Conoscenze metacognitive generali: è l'atteggiamento della persona che riflette sul funzionamento dei propri processi di pensiero;

- Conoscenze metacognitive specifiche: sono i concetti e le informazioni che la persona possiede inerenti il funzionamento intellettivo;

- Processi metacognitivi di controllo: sono le operazioni attraverso le quali il soggetto verifica i propri processi cognitivi, influenzate sia dalla conoscenza metacognitiva generale che specifica.

Ma cosa significa tutto ciò dal punto di vista applicativo?

Un soggetto che "usa" bene la metacognizione è una persona che riesce a porsi almeno tre domande fondamentali durante l'esecuzione di qualsiasi attività di problem solving:

  1. Cosa sto facendo?
  2. Perché lo sto facendo? Qual è lo scopo per cui sto facendo questa determinata cosa?
  3. Come posso agire per fare in modo che tale processo sia massimamente efficace?

Si può quindi affermare che la metacognizione è uno strumento di apprendimento mediante il quale si rendono le persone consapevoli del modo in cui affrontano i compiti cognitivi e si insegna a gestire in modo efficace i processi che mettono in atto.

Per raggiungere tali risultati bisogna che le persone siano informate sulla struttura generale dei diversi tipi di memoria, bisogna conoscere i modi con cui una informazione viene immagazzinata nella memoria e come viene recuperata, bisogna conoscere i limiti di tutto questo.

Ma non solo.

L'autoconsapevolezza deve basarsi anche sulla distinzione tra la valutazione di se stesso come persona e la valutazione del proprio comportamento.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che il proprio comportamento non coincide con la persona, e tenere questi due ambiti uniti potrebbe creare delle difficoltà di autostima. E' importante infatti osservare il comportamento in sé e mai la persona, e poter offrire delle modalità di confronto positivo tra le strategie che risultano inefficaci e quelle invece che lo sono. Inoltre bisogna insegnare alla persona ad autointerrogarsi sul proprio modo di procedere.

E' quindi inportante imparare (ed insegnare) a porsi domande come:

<<sono concentrato?>>, <<mi sono cominciato a stancare?>>, <<come faccio a memorizzare gli elementi più importanti?>>, <<tendo a distrarmi?>>...

In generale l'applicazione delle tecniche metacognitive nella didattica ha riguardato soprattutto l'attenzione, la memoria, la scrittura e la lettura. Le ricerche in questi ambiti hanno confermato che le prestazioni degli studenti che hanno una buona consapevolezza metacognitiva, sono migliori poiché il compito viene affrontato con maggior coinvolgimento personale.

La variabile emotivo-motivazionale appare quindi avere un ruolo fondamentale poiché motore di tutto lo stile di apprendimento della persona. Tale variabile si poggia direttamente sulla fiducia nelle proprie capacità di portre a termine con successo delle attività (autoefficacia). La percezione che si ha della propria autoefficacia (che si struttura in base ai successi o agli insuccessi e alla causa che attribuiamo all'uno o all'altro) influenza il comportamento che si può avere di ronte ad un compito. Ad esempio: in un qualsiasi evento gli ostacoli o le difficoltà che possono incontrarsi, sono percepiti come uno stimolo per un maggior impegno per superarli da chi ha un alto grado di autoefficacia (cioè si sente competente), mentre sono percepiti veramente come difficoltosi da chi ha un basso grado di autoefficacia, spesso con la conseguenza di un abbandono del compito o addirittura della scuola.

La percezione che si ha della propria autoefficacia può cambiare nel tempo. Ciò può avvenire grazie a rinforzi ricevuti, alle persone che dimostrano di credere nelle abilità dell'altro, da precedenti successi se li si considera come successi dovuti alla propria persona.

Quindi la metacognizione e la motivazione si influenzano a vicenda, influenzando a loro volta i processi di apprendimento. E' perciò importante nell'insegnamento di queste tecniche il modo con cui l'insegnante, o chi per lui, trasmette questi concetti, tenendo presente che oltre alla trasmizzione del sapere è fondamentale trasmettere il messaggio del valore che ognuno ha per se stesso e per gli altri.

Bibliografia

Bandura A. (1977), Self-efficacy: toward a unifying theory of behavior change, Psychological Review

Fedeli D., Tanburri D. (2003), La metacognizione in azione. Dalla teoria alla pratica, in Psicologia e Scuola n.114 anno XXIII, Giunti

Fioritto M.C. et al., (2004), Strumenti per la valutazione del profilo metacognitivo-motivazionale di studenti brillanti e con difficoltà, in Difficoltà di Apprendimento n.9/4, Erickson


DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO

- Apprendimento e sensorialità

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- Il Metodo Feuerstein e l'Esperienza di Apprendimento Mediato


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